
Giappone :: gli sposi
Il rito del matrimonio è considerato come qualcosa di sacro ed intimo, ed è per questo che vi partecipano solo i familiari degli sposi, i parenti più stretti ed i testimoni.
Le famiglie entrano da due porte separate. Sull’altare sono posate offerte di sake, frutta, sale e riso.
Il prete, che presiede la cerimonia, sta in piedi, alla destra dell’altare, alla sinistra vi sono le Miko (attendenti), vestite con giacca bianca ed hakama rossa. Gli sposi sono al centro, di fronte al prete, alle loro spalle sono i testimoni e dietro ancora le famiglie, poste ai lati, faccia a faccia, e in ordine di età (dal più anziano).
Per prima cosa, il prete effettua una purificazione rituale di tutti i presenti, agitando sulle loro teste un ramoscello di un albero sacro, spesso sostituito e rappresentato dalle famose strisce di carta bianche piegate a zig zag.
Dopo che il prete ha pronunciato un breve discorso sull’importanza del matrimonio, egli chiede ai presenti di dare il proprio appoggio alla coppia, poi le Miko servono il sake che servirà per la cerimonia del San San Ku Do (letteralmente 3, 3, 9 volte, un rituale cinese, integrato in seguito nella tradizione giapponese).
Tre tazze impilate sono disposte davanti alla sposa, che si siede a lato del marito. Entrambi bevono tre sorsi di sake da ogni tazza. Alla conclusione di questo rituale elaborato la coppia è considerata sposata. Di solito questa parte della cerimonia è accompagnata da musica tradizionale (flauto e tamburi).
A questo punto la coppia avanza ed il marito leggerà un giuramento di fedeltà e obbedienza che condividerà anche la moglie, aggiungendo il suo nome alla fine del discorso.
Si versa poi del sake, che verrà condiviso dai membri delle due famiglie a suggellare la loro unione avvenuta tramite il matrimonio dei figli. Dopodiché ci si scambiano gli anelli nuziali (questa usanza, come si può ben immaginare, è stata introdotta di recente nella cerimonia, ad emulazione della tradizione occidentale). Marito e moglie si dirigono allora verso il santuario per l’offerta agli dei, consistente in alcuni ramoscelli decorati di sakaki (un albero sacro). In alcune cerimonie, gli anelli vengono scambiati a questo punto. Con ciò si conclude la parte principale della cerimonia. Seguiranno i festeggiamenti ed il pranzo nuziale.
(da www.bunnychan.it)